A Milano apre InGalera, il primo ristorante in carcere

di Sara Mostaccio Commenta

È stata inaugurato a Milano il primo ristorante in carcere, precisamente nella II Casa di Reclusione di Bollate: si chiama InGalera ed è un esperimento sociale per il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro già mentre scontano la loro pena.

InGalera ristorante in carcere

A preparare i piatti e a servire ai tavoli i clienti del ristorante sono i detenuti della casa circondariale di Bollate che hanno l’occasione di riavvicinarsi alla società da cui la reclusione li ha allontanati. Si tratta del primo esempio del genere nel nostro paese: è la prima volta che apre all’interno di un carcere un servizio di ristorazione accessibile a tutti.

Per usufruire del ristorante, infatti, non servono né permessi speciali né il rilascio di un documento ma solo una prenotazione per pranzo o per cena. Non chiamatelo solo esperimento, però, si tratta di una impresa professionale a tutti gli effetti che si confronta con il mercato del lavoro reale. Lo dice Silvia Polleri, presidente della cooperativa sociale Abc La Sapienza in tavola che promuove l’iniziativa insieme a Pwc Italia.

Il ristorante è aperto tutti i giorni e non si trova all’interno delle strutture detentive ma in un’area dedicata, pur dentro il perimetro del carcere. Offre 52 coperti gestiti da uno staff composto da 4 detenuti e 4 tirocinanti della scuola alberghiera Paolo Frisi. Sono invece esterni e professionisti del settore sia lo chef che il maitre che guidano gli altri dipendenti del ristorante nella preparazione del menu e nel servizio ai clienti.

I prezzi vanno dai 12 euro per il piatto unico a pranzo ai circa 30-40 euro per una cena completa. A mezzogiorno si mangia sulla tovaglietta di carta come in un bistrot, ma i coperti raffigurano le immagini delle prigioni di tutto il mondo a ricordarci sempre dove siamo e che stiamo sostenendo un progetto di resinserimento. Di sera l’atmosfera si fa più formale ed elegante, con tovaglie di stoffa candide e perfettamente stirate. Alle finestre ci sono le sbarre, la vista è il cortile interno e i piatti sono preparati con tanta voglia di riscatto.

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