Trussardi alla Scala, tre forchette del Gambero Rosso 2011

di Sara Commenta

In piazza della Scala al civico 5 il ristorante Trussardi alla Scala rischia di oscurare il palco di uno dei più famosi teatri del mondo. Messa così,
parrebbe un’esagerazione.

Meglio modificare l’incipit: cotanto teatro merita il corredo di un fior di ristorante. Per l’appunto, il Trussardi alla Scala, fresco di premiazione (tre belle forchette) da parte del Gambero Rosso che nella guida Ristoranti d’Italia 2011 ha deciso di premiare la cucina dello chef made in Italy Andrea Berton e lo stile – casual frammisto a eleganza – del locale.

Rinnovato di recente (2009) da Milan Vukmirovic, il ristorante si pone quale spazio invitante e accogliente e si presenta con le fattezze di un contesto visibilmente contemporaneo. Dal sito ufficiale:La scelta delle materie prime, le tecniche avanzate di preparazione e la cura nel design rendono il locale la massima espressione della cultura dello stare a tavola“.

Location ideale che dà su Piazza della Scala, locale luminoso, l’interno è uno spettacolo nello spettacolo. Adagiati su poltrone morbide e accoglienti ci si addentra in prodotti culinari in grado di tutelare il sapore di ciascun ingrediente.

Non solo, in linea con l’attenzione del Gruppo Trussardi ai temi della sostenibilità ambientale, lo chef predilige l’utilizzo di prodotti biologici.

Gli orari di apertura del ristorante sono i seguenti: si pranza dal lunedi al venerdi dalle 12.30 alle 14.30; si cena dal lunedi al sabato dalle 20 alle 22.30.

ANDREA BERTON. Due parole sullo chef e Direttore del Ristorante Trussardi alla Scala sono inevitabili: ha lavorato nelle più importanti cucine del mondo (dall’Enoteca Pinchiorri di Firenze al Louis XV di Montecarlo fino al ristorante di Gualtiero Marchesi). Cucina che mira a garantire equilibrio tra pietanze e sapori: se per semplicità si intende capacità di soddisafer al meglio le esigenze di ciascun palato e di deliziarli tutti, bhè. La cucina di Andrea Berton sa essere semplice nella sua eccezionale raffinatezza.

LA PROPOSTA DEGLI ANTIPASTI

LA SCELTA DI PRIMI

LA CARTA DEI SECONDI (CARNE E PESCE)

I DESSERT

La cantina non fa che alimentare prestigio e qualità: all’altezza della cucina, selezione di oltre 550 etichette tra le più rinomate d’Europa. Il neo, o nota dolente, sta nell’inevitabiel discrepanza tra qualità e prezzo: la spesa media per un menu degustazione supera i 130 euro. Un costo che di per sè contribuisce a creare selezione ancor prima di varcare la soglia di ingresso.

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