Expo 2015: il Padiglione Oman e il problema dell’acqua

di Sara Mostaccio 0

A Expo 2015 il Padiglione Oman è uno dei più interessanti perché svela la natura di un paese lontano e poco conosciuto, situato in una delle aree più aride della terra con 3165 chilometri di coste circondate da aspre montagne ed estesi deserti.

Per coltivare le terre di questo paese il Sultanato di Oman ha dovuto affrontare grandi sfide e ad Expo 2015 vengono raccontate le storie che hanno portato alla ricerca di risorse di cibo sostenibile e sicuro per la popolazione che deve fare costantemente i conti con le scarse riserve d’acqua e con una distribuzione idrica non sempre corretta.

È su questo che il paese punta per raccogliere la nuova sfida del futuro. L’acqua non è essenziale soltanto per garantire la sussistenza stessa della popolazione nella forma di acqua potabile, ma è necessaria anche per le colture e l’allevamento.

A causa delle precipitazioni scarse e di fonti sotterranee molto limitate, si ricorre spesso ad un sistema di irrigazione antico e tradizionale basato sui cosidderri aflaj, canali che trasportano l’acqua sfruttando la gravità terrestre. Questi canali fanno parte del Patrimonio Unesco e sono presenti anche nelle leggende popolari della nazione.

Puntanto sulla tradizione e investendo nel contempo nel futuro, l’Oman ha ideato un padiglione di quasi 3000 metri quadrati nel quale si racconta come la popolazione tutela, gestisce e distribuisce l’acqua. Si possono assaggiare anche prodotti locali come miele, latte di cammello e datteri.

I visitatori hanno la possibilità di passeggiare in un bellissimo giardino all’aperto articolato su tre aree che simboleggiano rispettivamente il sole, la sabbia e il mare, alcune delle bellezze naturalistiche centrali del paese. La struttura invece richiama l’architettura tradizionale del sultanato, riproducendo una piccola città.

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