
La città turistica più cara al mondo è Milano, che svetta sul resto delle metropoli e si aggiudica un primato non certo invidiabile. Il capoluogo lombardo, stando ai risultati di un rapporto condotto dalla società americana di consulenza Mercer Human Resource Consulting, precede Londra, Parigi. Nella top ten in ordine crescente di posizionamento ci sono San Paolo, Roma, New York, Vienna, Rio de Janeiro, San Pietroburgo, Atene e L’Havana.
I presupposti dell’analisi sono stati quelli di incrociare e confrontare 200 parametri – tra cui i costi degli affitti, dei consumi, degli alberghi, dei divertimenti – che hanno portato alla constatazione che, sebbene non corrisponda a garanzia di maggiore efficienza, Milano è la città turistica più cara al mondo. Stando alle parole dell’assessore alle Attività Produttive del Comune meneghino, Giovanni Terzi, a incidere sul triste primato ci sarebbe anche un elemento di malcostume: “Si può fare molto di più, anzi si deve fare di più. Ma non bisogna sottovalutare che ad esempio il caffè, che generalmente costa un euro, viene fatto pagare il quadruplo agli stranieri. Queste astuzie di pochi rovinano purtroppo il lavoro di molti”.
In Italia i furti commessi ai danni dei negozianti costano alla popolazione più che altrove: è il risultato dell’analisi 2010 meglio nota come ‘Barometro Mondiale dei Furti nel retail‘.

Inutile svelare le mire dell’americano: piazza del Duomo, dove magnificenza, lusso e prestigio consentirebbero di salvaguardare il pari lustro dell’azienda. Ma piazza del Duomo non presenta spazi utilizzabili. Seconda opzione: piazza San Babila ma anche qui i problemi sono gli stessi di cui poc’anzi. Ora, per evitare che le trattative si arenino fino a chiudersi di fatto, si sta pensando a una soluzione alternativa, in grado di accontentare amministrazione comunale e, appunto, la Apple.

