
Suggerisce la crisi, scrivono i commercianti: la nuova pagina dello shopping milanese si sviluppa all’insegna della rottamazione. Dentro l’usato, a casa con il nuovo: è la linea di acquisto proposta da più di una boutique milanese dislocata tra centro storico e periferia.
Alcuni esempi? Elena Mirò (negozio in via Dante) prosegue nell’iniziativa di sconatre del 25% l’acquisto di un abito della nuova collezione a fronte della consegna di un vestito della precedente annata. Intimissimi, fino al 30 novembre, lancia l’idea di scontare di tre euro l’acquisto di un nuovo reggiseno a chiunque consegni un push up “vecchio e usato”.
Ancora. Ttes – via Torino – rimborsa con uno sconto pari al 20 per cento chiunque dia indietro ogni genere di trucco da donna. A motivare la nuova rotta, soprattutto un dato: è crisi nera, al punto che neppure i saldi sono riusciti a imprimere un trend differente e hanno garantito a malapena un 2% di incremento. Vero, va annotata la buona ripartenza del mercato autunnale, ma anche in questo caso occorre un distinguo importante: la ripresa ha toccato i grandi marchi e i negozi low cost.
In Italia i furti commessi ai danni dei negozianti costano alla popolazione più che altrove: è il risultato dell’analisi 2010 meglio nota come ‘Barometro Mondiale dei Furti nel retail‘.

Inutile svelare le mire dell’americano: piazza del Duomo, dove magnificenza, lusso e prestigio consentirebbero di salvaguardare il pari lustro dell’azienda. Ma piazza del Duomo non presenta spazi utilizzabili. Seconda opzione: piazza San Babila ma anche qui i problemi sono gli stessi di cui poc’anzi. Ora, per evitare che le trattative si arenino fino a chiudersi di fatto, si sta pensando a una soluzione alternativa, in grado di accontentare amministrazione comunale e, appunto, la Apple.

